HAPPY DAYS, PIK!

Pik arriva in cucina gonfiando il petto, orgoglioso e fiero.
è strano in testa, a ben vedere: sembra ricky cunningam
ma col riporto dei capelli biondo invece che arancione.

“mamma guarda! ho imparato a pettinarmi da solo”
“ehm … che bravo che bello che ficko, vieni un po’ qui”

La mano di B, incautamente posatasi sulla lucida chioma,
è rimasta intrappolata nella stessa:  incollata la in mezzo a
capelli appiccicosi come la tela di un ragno. Per "sistemare
il ciuffo", l’arguto fanciullo aveva applicato sulla spazzola
generosi strati di dentifricio alla banana – come fosse
gel,  porca loca.

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46 pensieri su “HAPPY DAYS, PIK!

  1. :) ))
    Io lo capisco al PIk:)
    Perchè io ADESSO sono in grado di lavarmi i capelli coll’olio solare.
    Che poi ti dico, per lavarli bene ci si mettono sei sette ore – ma ahò vengono morbidi eh:)

  2. senti, se mi sono spalamata x circa una settimana bagnoschiuma al posto di crema idratante x tutto il corpo….nn posso certo criticare il piccolo.
    e poi nn si può fermare la sperimentazione!!!!

  3. mi ricorda quella volta, un anno e mezzo fa, in cui mio figlio ha deciso che la sua amica A dai lunghi capelli aveva bisogno di una nuova acconciatura. hai presente il cantante dei Tokyo Hotel? L’ha fatta così. A furia di gel.
    Ho avuto paura che sua mamma mi bussasse alla porta con una mazza in mano. Invece lei, ragazza di spirito, si è fatta solo una bella risata.

  4. Bellissimo! E senti la mia: quando aveva tre anni, un giorno è arrivata da me tutta contenta dicendo “Mamma, ho imparato a pettinarmi!”. Peccato che stava usando lo spazzolino del cesso! (si può dire cesso in un blog?).

  5. dentifricio alla banana??????? ci credo che non lo usa per lavarsi i denti ;)
    e quando ti dicono: non mi spettinare? rimirandosi la zazzera sconvolta dal pettine passato a caso?
    io adoro quando si fanno belli

  6. B, io ho letto tutti commenti, ma son arrivato in fondo con lo stesso interrogativo dell’inizio: Tu hai volontariamante comprato un dentifricio alla banana ?!
    Ussignur!

  7. A parte la genialità della soluzione escogitata, mi hai ricordato un fatterello di famiglia divenuto quasi leggendario. Mia sorella, all’epoca un tappo di circa 4 anni, si era piazzata davanti allo specchio del comò per passarsi voluttuosamente sulle labbra lo stick di burrocacao della mamma, suscitando così il desiderio e l’invidia di suo fratello, di un anno più piccolo.
    Seccata dalle insistenze del fratellino, mia sorella prese dal comò un tubetto di Termogene, una pomata per i dolori articolari, e convinse l’ingenua vittima che quello era il massimo.
    Dopo un po’, l’azione revulsiva della pomata e l’intenso calore ad essa associato trasformarono le labbra del tapino in due canotti dolenti, con inevitabili strilli e lacrime. Mia madre, una volta accertata sommariamente la dinamica dei fatti, fece una lavata di capo terribile alla piccola strega, ma dentro di sé un po’ rideva.

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