Sestri Levante, muretto della baia
Un tappo mostra tronfio la sua bancarella
tripudio di ninnoli, mostri e figurine sgargianti:
i clienti accorrono, rimirano e infine comprano.
Un altro tappo, poco più in là, dispone oggetti
su una sobria sedia nera di plastica mentre
un terzo tappo, più basso degli altri due,
lo guarda preoccupato:
“dopo che li hanno comprati ce li ridanno?”,
chiede.
Per un’ora, sotto il sole a perpendicolo,
il secondo e il terzo tappo stanno immobili
ad aspettare clienti. Invano, perché nessuno
si avvicina a loro: vanno tutti dal concorrente.
PIK fuma da bocca, occhi, naso e orecchie,
POP invece pare soddisfatto “bene, così
se non le vendiamo ce le teniamo noi,
le nostre cose”.
Alle 12 in punto una bambina, anima pia,
acquista robe per un dignitoso totale di 2 euro
che PIK, orgogliosissimo, va subito a spendere
alla bancarella del concorrente. torniamo a casa
poveri in canna, lui protesta “avevo guadagnato
2 euro ma poi li ho spesi, quindi tu me li devi
ridare”.
Appena si sveglia dalla nanna, PIK schizza
in camera. lo trovo che ravana tra le mie cose.
“beh???”
“le femmine comprano di più, cerco una collana!”,
mi spiega.
ora di sera sono scomparsi anche un braccialetto,
degli orecchini, una pinza, un campione di profumo
e altro ancora potrebbe essere inghiottito nella notte,
trafugato da PIK che a questo punto vuole esporre
sul banco tutti gli averi di famiglia.
Purchè domani, tra gli articoli della bancarella,
io non scopra anche la testa di mio marito Darrin,
decapitato per offrire ai clienti un oggetto di pregio
proposto al prezzo scontatissimo di 1,5 euro.
